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mercoledì 15 settembre 2010

Silos killer, la manutenzione sarebbe costata 18mila euro: un lusso? Venti indagati

di Gigi Di Fiore fonte Il Messaggero

CAPUA (14 settembre) - Diciottomila euro. È l’importo del denaro risparmiato nella manutenzione al silos assassino della «Dsm» di Capua. Diciottomila euro su una miscela gassosa composta all’80 per cento di azoto e al 20 di elio. Nel sopralluogo di carabinieri e vigili del fuoco, disposto dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è infatti emerso che la manutenzione poteva essere eseguita con successo anche utilizzando soltanto l’elio, sostanza non tossica. È stata preferita la miscela con il mortale azoto: la scelta ha portato risparmi economici, ma ha ucciso Antonio Di Matteo, Vincenzo Musso e Giuseppe Cecere, i tre operai della ditta edile «Errichiello», che dovevano smontare i ponteggi utilizzati dalla ditta «Rivoira» di Anagni per la manutenzione chimica.

Secondo le prime verifiche investigative, prima dell’ingresso dei tre operai la bonifica nel silos fu eseguita «in maniera maldestra». L’elio fu rimosso del tutto, ma non così l’azoto che ristagnò nel silos diventando una vera e propria «camera a gas». Se l’autopsia, che sarà eseguita domani da quattro consulenti nominati dalla Procura all’Istituto di medicina legale di Caserta, accerterà la presenza di azoto nei polmoni e nel sangue dei tre operai.

«Ci siamo trovati di fronte a un ennesimo caso di disorganizzazione tra aziende - commenta Corrado Lembo, procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere -. Per legge, su lavori come questi occorre redigere documenti di lavorazione e di rischio, informando con correttezza i lavoratori impegnati. Qui c’è stata molta approssimazione».

L’inchiesta, coordinata dal pm Donato Ceglie, oggi segnerà la prima tappa: non meno di una ventina di avvisi di garanzia per omicidio colposo e violazioni di leggi per la sicurezza sul lavoro saranno notificati a chi, a vario titolo, ha disposto e autorizzato le varie fasi della manutenzione del silos, che dovevano concludersi con la rimozione dei ponteggi. Oltre alla committente principale, la multinazionale olandese «Dsm», sono interessate la ditta «Dsp», responsabile della sicurezza sul lavoro nello stabilimento di Capua, e le due imprese che hanno eseguito l’intervento: la «Rivoira» di Anagni per la parte chimica e la «Errichiello» di Afragola per le strutture edili all’interno del silos.

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