SICUREZZA SUL LAVORO:CASSAZIONE, DATORE SIA PEDANTE NEI CONTROLLI
(ANSA) - ROMA, 02 SET -
Il datore di lavoro non deve «limitarsi a informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma deve attivarsi e controllare sino alla pedanteria, che tali norme siano assimilate dai lavoratori nell'ordinaria prassi di lavoro». E se alcune misure sono particolari «E' necessario che questi strumenti siano messi a portata di mano» dei dipendenti. Il monito è della Corte di Cassazione che dice basta ai tentativi dei capi di addossare la colpa di eventuali incidenti alla mancato rispetto delle norme da parte degli operai stessi.
Scrive la Quarta Sezione Penale, nella sentenza n.31679, che un capo «deve avere la cultura e la 'forma mentis' del garante del bene costituzionalmente rilevante costituito dall'integrità del lavoratore».
Con questa motivazione, perciò i Supremi giudici hanno respinto il ricorso del proprietario di un cantiere edile ritenuto responsabile per negligenza e imperizia, dalla Corte d'appello di Trento, dell'incidente di un suo operaio caduto da un ponteggio. Invano l'impresario ha cercato di addossare la colpa al gruppo di operai che avevano iniziato a smontare le protezioni mentre la vittima era ancora sul ponteggio.
Secondo la Cassazione, infatti per garantire la sicurezza sul lavoro, «non è sufficiente che i datori impartiscano le direttive da seguire a tale scopo, ma è necessario che ne controllino con prudente e continua diligenza la puntuale osservanza».
Il datore, sottolinea la Cassazione, è esonerato dalle sue responsabilità solo quando il comportamento del dipendente «sia abnorme» e cioè si realizza «in modo autonomo, radicalmente e ontologicamente lontano dalle ipotizzabili e quindi prevedibili imprudenze del lavoratore nell'esecuzione del lavoro». (ANSA). 02-SET-10 15:17

















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