Operazione carabinieri, arrestati 3 ispettori Asl che imponevano professionisti collusi per falsificare le verifiche, avevano effettuati controlli anche alla DSM di Capua.
Operazione dei carabinieri condotta all'alba di stamani in provincia di Caserta. Sgominato un giro di falsi controlli sui luoghi di lavoro e false certificazioni. I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e Grazzanise nel casertano, hanno eseguito sei provvedimenti di custodia cautelare, di cui uno ai domiciliari e cinque in carcere. I destinatari sono stati 3 ispettori dell'Asl di Santa Maria Capua Vetere, Aldo Nuzzolo, Pasquale D'Amore e Donato Faraone, e 3 professionisti del casertano, Antimo Marcello, Luigi Marcello e Francesco D'Angiolella. I militari dell'Arma hanno anche eseguito perquisizioni presso gli uffici dell'azienda sanitaria locale dove i tre arrestati lavoravano, ponendo i sigilli ai locali. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di 'associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, rifiuto d'atti d'ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti d'ufficio’. I tre ispettori Asl arrestati stamani imponevano a imprenditori del Casertano consulenti del lavoro 'loro amici', per eseguire controlli fasulli sulla sicurezza e l'igiene sui posti di lavoro. Le indagini erano partite nel luglio 2009 in seguito alla denuncia di un imprenditore edile di terra di lavoro. Indagini che hanno permesso di accertare la fondatezza delle accuse. Numerosi imprenditori sono stati costretti dal ‘terzetto’ di ispettori Asl a subire scelte di organizzazione aziendale, come ad esempio, la nomina di responsabili dei servizio di prevenzione e protezione che dovevano essere scelti tra consulenti del lavoro 'loro amici'. Nel corso delle indagini, sono stati effettuati accertamenti in cantieri edili a Santa Maria Capua Vetere ed in alcuni comuni vicini, per verificare l'effettiva esistenza presso quelle imprese della presunta falsa documentazione. In totale, a seguito di tali controlli, sono stati sequestrati sette cantieri edili. Le indagini hanno evidenziato che i tre ispettori arrestati quando si recavano per controlli in aziende e cantieri, lasciavano intendere che avrebbero verbalizzato irregolarità riscontrate nell'osservanza della normativa sul lavoro per 50-60mila euro; poi, in serata, telefonavano al responsabile della sicurezza e gli indicavano come 'soluzione' possibile o la consulenza di professionisti a loro legati o il pagamento di 3-5mila euro per ottenere certificazioni con data precedente all'ispezione che indicavano il rispetto della legge specifica. Questi documenti erano fabbricati con date false e timbri apparentemente provenienti da uffici pubblici, ad esempio l'ufficio postale di Capodrise, che magari venivano utilizzati più volte. I profitti derivanti dalla riscossione delle somme estorte sono pari a 600mila euro. Molte di queste conversazioni sono state intercettate, tra cui una con dirigenti dello stabilimento chimico farmaceutico di Capua della DSM. Si tratta dello stesso dove lo scorso 11 settembre si è verificato un triplice infortunio mortale sul lavoro. Tre operai sono morti asfissiati mentre lavoravano in un silos che sarebbe dovuto essere vuoto e bonificato. Un incidente che vede iscritte 21 persone nel registro degli indagati, che risulterebbero coinvolti a vario titolo nelle responsabilità dell'incidente. Un elemento questo che accumuna le due inchieste in corso facendole intrecciare. La scorsa settimana la magistratura, nel prosieguo delle indagini su questo incidente, aveva disposto il sequestro di documentazione negli uffici del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Santa Maria Capua Vetere. Un sequestro che riguardava la documentazione riguardante controlli e certificazioni di sicurezza di numerosi impianti della provincia di Caserta. “Abbiamo aperto un altro fronte di indagine, quello sui controllori”, aveva spiegato il pm Donato Ceglie della Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordina le indagini sull’incidente di Capua. I fascicoli e i vari documenti sequestrati dai carabinieri avevano però, fatto emergere elementi determinanti, secondo gli inquirenti, ai fini dell’altra inchiesta, quella condotta dal pm Corrado Lembo sul giro di falsi controlli sui luoghi di lavoro e false certificazioni. Elementi che sono stati determinanti nell’adozione dei provvedimenti adottati stamani. Sono ora in corso ulteriori accertamenti per capire se questa attività illegale sia connessa con altri infortuni sul lavoro avvenuti sempre nel casertano. Nel corso di questi accertamenti è emerso anche l'esistenza di un rilevante fenomeno di assenteismo, di cui sono risultati presunti responsabili gran parte dei dipendenti del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl di Santa Maria Capua Vetere. Il reato veniva coperto attraverso la vidimazione collettiva dei cartellini, affidati a poche persone. Tale attività già il 29 aprile scorso aveva consentito ai carabinieri di arrestare in flagranza quattro dipendenti, mentre altri nove erano stati denunciati, in stato di libertà, con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Oltre ai sei indagati hanno fattivamente partecipato all'attuazione del programma criminoso anche funzionari dipendenti dell'Asl di Caserta, ex Asl Caserta 2 che hanno la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria tuttora indagati in stato di libertà. Nel frattempo, a seguito dell'arresto dei tre ispettori del lavoro suoi dipendenti, l’Asl di Caserta ha avviato una procedura interna di verifica al fine di fare chiarezza sull'intera vicenda.
Ferdinando Pelliccia

















0 commenti:
Posta un commento