(ASCA) - Roma, 26 ago - ''Questa mattina i quotidiani riportano un virgolettato del Ministro dell'Economia secondo il quale la Legge che regola le materie della sicurezza sul lavoro e' un ''lusso'' che il Paese non puo' permettersi. E' un lusso la Legge come tale? Se cosi' fosse francamente c'e' di che essere stupiti''. Il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INAIL, Franco Lotito, commenta cosi' in una nota le parole di Tremonti al Meeting di Rimini.
''Invece voglio pensare - prosegue - che il Ministro Tremonti alluda al costo in sofferenze, in vite umane ed anche in valore economico che gli infortuni infliggono ai lavoratori ed al sistema nel suo insieme: questo si' un ''lusso'' insopportabile. Basti ricordare che il costo degli infortuni - 790.000 per l'anno 2009, 1.050 dei quali mortali - si aggira intorno ai 30 miliardi di euro''.
''Se invece la dichiarazione del Ministro Tremonti prospetta una qualche iniziativa del Governo tesa alla manomissione o peggio, all'abolizione del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza - conclude Lotito - non saprei definirla se non come una bizzarria''.
Damiano, Tremonti tentato da modello cinese
ROMA (MF-DJ)--"Con l'affermazione del ministro Tremonti, secondo il quale robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci, il governo della controriforma del lavoro getta la maschera".
A dirlo e' Cesare Damiano, capogruppo del Pd alla Commissione Lavoro della Camera. "Quello che invece l'Italia puo' permettersi e' un ministro come Tremonti che, a giorni alterni, passa dal socialismo al neo- liberismo. Il Partito Democratico, che ha voluto con il governo Prodi il Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, continuera' la sua battaglia a difesa dei diritti dei lavoratori".
"Noi pensiamo che i Paesi emergenti debbano progressivamente avvicinarsi agli standard dell'Europa, anche per garantire, nella globalizzazione, una competitivita' regolata. Francamente, il modello cinese dei diritti del lavoro che il ministro Tremonti pare vorrebbe prendere riferimento, non ci convince. Vorremmo, infine, ricordare al ministro - conclude Damiano - che solo nella giornata di ieri sono morti altri due lavoratori".



















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