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FIRAS-SPP aderisce alla campagna di raccolta firme promossa da Federcoordinatori per la cancellazione delle sanzioni penali per i Coordinatori della Sicurezza
domenica 19 luglio 2009
RESPONSABILITA' DEL CONSULENTE PER LA SICUREZZA
La Campagna della Regione Toscana "Sicuro non cado":Lavorare in sicurezza si può. E si deve.

Il lavoro in quota é la prima causa di infortunio nel settore delle costruzioni, pari a quasi il 60% di tutti gli infortuni mortali.
Per contrastare questo fenomeno è necessario informare sui rischi e diffondere maggiormente e a tutti i livelli la cultura della sicurezza.
La campagna di comunicazione Sicuro non cado ha questo obiettivo principale e per questo si rivolge a lavoratori e datori di lavoro.
Leggi la guida per datori di lavoro e lavoratori, disponibile nel menù di navigazione in lingua italiana, albanese, rumeno, francese (wolof) e arabo.
Importante articolo di Rolando Dubini : Il profilo di responsabilita’ del lavoratore
domenica 12 luglio 2009
CONFERENZA FIABA ONLUS
Alla presenza delle istituzioni sono stati affrontati temi attinenti la reale fruibilità e accessibilità delle strutture turistiche e pubbliche in Italia con particolare riferimento alla regione Lazio e alla città eterna.
Molti gli spunti di riflessione da applicare al mondo della sicurezza .
Se solo provassimo a sedere su di una sedia a rotelle, scopriremmo che opere d’arte come il Colosseo, S.Pietro, o la semplice visita di musei o strutture ricettive , gli stessi caratteristici San pietrini tanto cari alla storia di Roma, rappresentano una barriera architettonica che nega a tutti i diversamente abili la possibilità di vivere il mondo della cultura, della storia, delle tradizioni e delle emozioni nella quotidianità.
L’handicap, l’impedimento, è associato per di più alla mancanza di adeguate scale, porte, ascensori, bagni ; ciò inevitabilmente stressante ed umiliante origina disagi anche di natura psicologica che vanno a gravare la condizione del disabile.
Eppure, sono 37 milioni i disabili in Europa e rappresentano il 10% dell’intera comunità Europea, tra questi anche coloro che l’handicap lo hanno conseguito a causa di un infortunio nello svolgimento del proprio lavoro.
Solo in Italia, stando alle ultime statistiche ,ve ne sono 2.800
La Firas-Spp e la Onlus Sicuramente Insieme, sostengono con il rinnovato impegno ANTHAI e FIABA attraverso campagne di sensibilizzazione degli esperti della sicurezza per contribuire con voce sempre più autorevole alla stesura di norme che possano promuovere studi e progetti per la sostenibilità di un ambiente migliore ed accogliente per tutti.
Con l’augurio e la speranza che questo possa trasformare presto ciò che dà origine “al diverso” in………” diversivo”.
Vivietta Bellagamba
Sicurezza sul lavoro: istituito l'elenco nazionale dei medici competenti
Sicurezza sul lavoro: al via l'elenco nazionale dei medici competenti. Lo prevede il decreto dello scorso marzo messo a punto dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Il provvedimento (qui leggibile come documento correlato) è stato pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 146 del 26 giugno 2009.
Attribuzioni.
Controlli.
Morti sul lavoro: sentenza importante della corte di cassazione
Gli imprenditori non possono liberarsi tanto facilmente della responsabilità per le morti bianche. Il compito di evitare gli infortuni sul lavoro è sempre del titolare della società, anche se ha delegato qualcuno ad occuparsene al posto suo.
La Cassazione spiega che se è senz’altro vero che il titolare della società può delegare ad altri i suoi doveri di «osservanza e sorveglianza» delle norme anti infortuni, tuttavia questa delega non può essere affidata a chiunque.
In altre parole, il trasferimento della responsabilità della sicurezza degli operai deve risultare da documenti aziendali e non si può basare su semplici accordi verbali.
La Cassazione conclude con un preciso monito agli imprenditori, precisando che in ogni caso, anche se è tutto in regola e la sicurezza è legittimamente affidata ad un tecnico dell’azienda, «il datore di lavoro ha comunque l’obbligo di di vigilare e controllare che il delegato usi concretamente la delega secondo quanto la legge prescrive».
martedì 7 luglio 2009
Viareggio piange le sue vittime. Napolitano: "Bisogna fare chiarezza"
lunedì 6 luglio 2009
BIANCO E NERO
Due colori rappresentativi di una dicotomica cultura occidentale.
La luce o il buio, il bene paradisiaco o il male delle tenebre, la notte o il giorno, il si ed il no, la nascita o il lutto , la pulizia o la sporcizia.
La storia, ha contribuito a rafforzare la bipartizione : nero il concetto di disprezzo razziale (camicia nera, sporco nero! ); bianco il celestiale candore della nascita, della purezza o della verginità (candido come la neve!).
Eppure nel mondo della Sicurezza nei luoghi di lavoro, assistiamo al miracolo della riconciliazione.
Si parla di morti bianche i cui destinatari sono sovente lavoratori “in nero”.
Come si può conciliare queste due tonalità?
Personalmente non ci vedo nulla di così “conciliante” in una nefasta morte bianca.
Tutti sappiamo che il vecchio Dlg. 626\94, oggi denominato T.U. 81\2008, nacque anche con l’intento di far emergere quel lavoro nero tanto diffuso in Italia.
Si parlava di “Emersione del sommerso”, soprattutto per colpire il settore edile ad oggi ancora prolifero di percentuali di morte come le statistiche ci mostrano , affidato per lo più a lavoratori extracomunitari.
Come si può definire” bianca” la morte sul lavoro se a morire è un lavoratore “in nero”?
Come si può chiamare bianca se la morte lo ha travolto in modo “malvagio”, privando mogli o mariti e figli di un affetto così prezioso?
Bianco forse solo perché di questo colore resta la fedina penale di quel datore di lavoro spesso impunito.
Pertanto, nell’eccezione etimologica del termine nero = sporco , di certo neanche una traccia!
Del resto, il mondo del lavoro e le sue leggi in Italia hanno lo stesso valore di una partita a dama.
Il guaio è che in questo caso, le pedine sono vite umane.
…. Dimenticavo! Sapete di che colore sono le pedine nella dama, vero?

domenica 5 luglio 2009
Viareggio: danni per decine di milioni.Martedì funerali vittime
VIAREGGIO - Decine e decine di milioni di euro di danni materiali ed una conta delle vittime che ha raggiunto quota 22: tanto è costato a Viareggio l'incidente ferroviario nella notte fra il 29 ed il 30 giugno, secondo i bollettini delle Asl e le stime rese note oggi dal sindaco Luca Lunardini.
Il Consiglio dei Ministri, come annunciato martedì dal presidente Silvio Berlusconi, ha decretato lo stato di emergenza per la città, ed ha disposto funerali solenni per le vittime dell'esplosione.
Il giorno fissato per le esequie dovrebbe essere martedì 7 luglio, secondo quanto affermato dal sindaco della città toscana,il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato la sua presenza alle esequie.
sabato 4 luglio 2009
martedì 30 giugno 2009
Incidente Viareggio: FS, cedimento carrello causa disastro
Procura di Lucca apre un'inchiesta.
(ANSA) - ROMA, 30 GIU -Il cedimento del carrello di uno dei primi carri cisterna, secondo le Fs, potrebbe essere la causa piu' probabile dell'incidente di Viareggio. E proprio a causa del cedimento, il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l'esplosione del primo carro cisterna. Sono in corso accertamenti della procura di Lucca.
A seguito dell'evento di Viareggio, FIRAS-Trasporti ha invitato l'Ing. Giandomenico Villa (Presidente del Comitato Orange Project nonchè Vicepresidente di AES) ad un incontro finalizzato alla ricerca di un punto comune tra la figura dell'RSPP e quella del Consulente per la Sicurezza dei Trasporti delle Merci Pericolose: le due facce della stessa medaglia.
Nel corso della Conferenza Organizzativa che si terrà nei giorni 01 e 02 luglio 2009, FIRAS terrà una riunione straordinaria della Segreteria Nazionale per decidere le azioni da intraprendere in merito all'incidente di Viareggio.
Marco MAZZUCCHI
Responsabile Nazionale FIRAS-Trasporti
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PROROGA ADEGUAMENTI ANTINCENDI ALBERGHI
La proroga è applicabile anche alle aziende che non avevano presentato entro il 30 Giugno 2005 il progetto di adeguamento al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio, al fine di acquisire il necessario parere di conformità. Tali aziende potranno mettersi in regola presentando tale progetto entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Decreto Legge.
Il termine di 60 giorni decorre dall'entrata in vigore del Decreto Legge, e quindi dalla data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, di cui vi daremo prontamente notizia.
La proroga è stata decisa per consentire a tutte le imprese di adeguarsi alle norme previste per la sicurezza aziendale.
Del Sorbo Stefano
venerdì 26 giugno 2009
La strada è la principale causa di morte sul lavoro
Fonte: http://www.omniauto.it/magazine/8754/la-strada-la-principale-causa-di-morte-sul-lavoro
Gli incidenti sul lavoro continuano a diminuire, ma la strada resta la principale causa di morte. Nel 2008, nonostante i numeri drammatici, le morti bianche hanno raggiunto i livelli minimi dal dopoguerra: 874.940 infortuni e 1.120 incidenti mortali. Si tratta di un calo importante che equivale al -7,2% contro l'1,7% registrato lo scorso anno, ma, secondo i dati presentati dall’Inail, è sull’asfalto che si verifica oltre la metà degli eventi (54,5%). Precisamente, 335 episodi (29,9%) sono stati provocati da circolazione stradale in occasione di lavoro e 276 (24,6%) in itinere (ovvero sul percorso casa lavoro e viceversa).
Quest'ultimo dato è particolarmente significativo se si considera che alcuni paesi dell'Ue 15 (Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e Portogallo) non rilevano gli infortuni in itinere e che Irlanda e Regno Unito non registrano neppure quelli stradali avvenuti durante l'esercizio dell'attività lavorativa. Per quanto riguarda gli infortuni, degli 874.940 mila incidenti denunciati all'Inail nel 2008, ben 50.861 (5,8%) sono stati causati da circolazione stradale in occasione di lavoro e 97.201 (11,1%) sono avvenuti in itinere.
Il trend positivo non ha interessato i lavoratori stranieri, tra i quali, invece, si è registrato un aumento (+2%) degli incidenti sul luogo di lavoro. Per loro, il cui numero di assicurati all'Inail è aumentato del 6% (oltre quota 3.266.000), gli incidenti sul lavoro sono cresciuti a 143.561, mentre il numero di infortuni mortali rimane invariato a 180 casi. Gli immigrati, inoltre, continuano a presentare un'incidenza infortunistica più elevata rispetto ai colleghi italiani: 44 casi denunciati all'Inail ogni 1.000 occupati contro 39.
Per monitorare gli eventi letali che avvengono nei cantieri stradali, l'Asaps ha deciso, dopo due anni di sperimentazione ed analisi delle fonti, di ufficializzare la nascita di un osservatorio ad hoc che si aggiunge a quelli già esistenti (pirateria stradale, contromano, Sbirri pikkiati, incidenti bambini, lancio sassi). Un’inchiesta pubblicata nel 2007 sulle pagine della rivista "Il Centauro" aveva già passato al setaccio questa particolare nicchia infortunistica, rilevando che possono essere classificati in tre grosse fattispecie: la prima riguarda la morte di operai e tecnici che operano all’interno dell’area (solitamente investiti da veicoli in transito); la seconda ha invece come teatro la coda che si forma sul sentiero di avvicinamento al cantiere e vede coinvolti utenti della strada estranei all’attività professionale che si tiene nel cantiere; la terza riguarda entrambe le categorie precedenti e che per una qualche ragione coinvolge sia veicoli in transito che personale all’opera.
A queste tre fasce se ne aggiunge una quarta: gli impatti contro i cantieri mobili, detti anche “in lento movimento”: per intendersi, i cortei per il taglio delle erbacce, per la manutenzione ordinaria o per la verniciatura della segnaletica orizzontale. Le cause di letalità, nella maggioranza dei casi, sono imputabili ad un pericoloso mix tra velocità eccessiva, distrazione, stato di ebbrezza o scarsa attenzione della segnaletica. Il primo anno tenuto sotto controllo è stato il 2006, in cui le vittime accertate sono state 7, mentre non è stato possibile tenere il conto dei feriti.








